Nel blu dipinti di rosso

(Italia – 2025) di Stefano di Polito (70′)
Ci sono storie che non conosciamo, anche se hanno influenzato profondamente la
nostra vita. Una di queste è la storia dei Cantacronache, un collettivo torinese di
musicisti, letterati e poeti, a cui si deve la nascita del cantautorato italiano.
I Cantacronache, dal 1958 al 1962, pubblicarono, per primi in Italia, dischi e riviste
teoriche per proporre una “canzone neorealista”, in contrapposizione alla
canzonetta di Sanremo, in grado di narrare i fatti di cronaca e di natura esistenziale.
Nel documentario “Nel blu dipinti di rosso” a raccontare, straordinariamente,
questa storia è la voce diretta di due dei protagonisti di allora, Emilio Jona e Fausto
Amodei, il primo è stato il teorico del gruppo, il secondo l’interprete delle canzoni
di maggiore successo.
Grazie al ritrovamento degli audio originali del loro primo concerto del 3 maggio
del 1958 a Torino, il documentario ripropone il repertorio di canzoni dei
Cantacronache, invitando a leggere i loro testi, tra cui gli scritti originali di Italo
Calvino, riproposti attraverso un accurato intervento di animazione dei materiali
d’archivio.
