Bullet Ballet

(Giappone – 1998) di Shinya Tsukamoto (87′)

Versione in lingua originale sottotitolata in italiano

Goda è un uomo sconvolto dal suicidio della sua compagna. Incapace di comprenderne le ragioni e di accettarne la morte, diventa ossessionato dal voler possedere una pistola. Nell’affannosa ricerca dell’arma, viene fagocitato da una metropoli malfamata popolata da bande, le stesse che frequentava (a sua insaputa) la fidanzata, e personaggi ambigui, tra i quali spicca Chisato, una giovane ragazza ribelle dipendente dalla speed.

Mescolando noir e nouvelle vague, il caos metropolitano e il crimine, lo sguardo di Shinya Tsukamoto si fa più clemente e narrativo: questa volta la perdita dell’innocenza e il disperato bisogno di autodeterminarsi non sfuggono alle dinamiche sociali e lo scenario della peggior Tokyo viene accettato come parte integrante di questo dolore.

Realizzando le riprese in bianco e nero, con una macchina a mano nevrotica e direttamente nelle strade, nei locali e nella metropolitana, Tsukamoto si lascia investire dalla città, dal disordine, dal caos, prima di tutto come osservatore.

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