L’impero dei sensi

(Ai no kōrida, Giappone, Francia – 1976) di Nagisa Oshima (102′)

Versione in lingua originale giapponese sottotitolata in italiano

Vietato ai minori di 18 anni

Tokyo, 1936. La passione travolgente tra Sada, ex geisha, e Kichizo, il padrone della locanda in cui lavora, si trasforma in un rapporto erotico totalizzante e ossessivo. Sempre più isolati dal mondo esterno, i due amanti spingono la ricerca del piacere oltre ogni limite sociale e morale, intrecciando inestricabilmente desiderio e tormento, possesso e morte.

Fu lo stesso regista nipponico, a ridosso della distribuzione del film, a intervenire nella querelle che lo vedeva messo all’indice dalla critica reazionaria per la scelta di aver esplicitato in scena l’atto sessuale: «Il concetto di “oscenità” viene testato nel momento in cui ci concediamo di guardare qualcosa che desideriamo vedere ma abbiamo proibito a noi stessi di vedere. Quando sentiamo che ogni cosa è rivelata, il concetto di “oscenità” scompare e si prova una certa liberazione. Quando ciò che si era deciso di vedere non viene sufficientemente rivelato, comunque, il tabù rimane così come il sentimento di “oscenità”, che rischia anzi di diventare ancora più ingombrante. I film pornografici sono un banco di prova per il concetto di “oscenità”. Il cinema pornografico dovrebbe essere autorizzato, immediatamente e completamente. Solo in questo modo si può svuotare di senso il concetto di “oscenità”».
Raffaele Meale – Quinlan

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